2011 in review

3 gennaio 2012 at 20:38 (Senza categoria)

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 15.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

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Il vuoto cosmico…

28 giugno 2011 at 13:56 (Senza categoria)

Vi è mai capitato di avere un pensiero fisso che vi occupa gran parte del cervello per la maggiorparte del tempo? Può essere un progetto, una vacanza, un esame particolarmente lungo e difficile, un saggio di danza (ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è PURAMENTE CASUALE). Fatto sta che lo state preparando, coccolando, covando da parecchi mesi.

Bè una volta passato il momento, finita la vacanza, superato l’esame, fatto il saggio (magari!) si diventa “orfani” di quel pensiero. Un vuoto cosmico ti pervade il cervello che continua ad andare a mille senza un motivo oramai perchè l’emergenza è finita…

Allora ti svegli la mattina dopo pensando: oddio!! devo …. e invece poi ti ricordi che l’esame l’hai passato, la vacanza è belle che finita… e ora, e ora che cavolo faccio!?!?!?!

Così vaghi per la casa stordita senza una meta e senza uno scopo.

Fortunatamente è una sensazione che dura giusto un paio di giorni. Poi ti assesti e la routine torna rassicurante… fino al prossimo saggio!! 🙂

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E’ questione di dettagli…

14 marzo 2011 at 18:58 (Varie)

Causa fastidiosissimo torcicollo sono bloccata a casa da tutto il giorno e mi sono ritrovata a pensare … ehehe che grande conquista vero? sembra strano ma si è sempre presi da mille cose quotidiane e fermarsi a pensare e riflettere diventa un’attività sempre più rara…

Insomma vi dicevo mi sono fermata a riflettere sull’importanza dei dettagli.

Sono le piccole cose che fanno davvero la differenza in questa affanosa e stupida esistenza che ci troviamo, volenti o nolenti, a dover vivere.

Troppo spesso dimentichiamo l’importanza essenziale dei dettagli.

Come la libertà di poter girare il collo come dove e quando ci pare. Normalmente non ci pensiamo ma ce ne rendiamo immediatamente conto non appena veniamo limitati nel farlo. Per esempio in questi giorni ho scoperto che mentre si sbadiglia e si starnutisce si usano tantissimi muscoli del collo. E se non sei limitata nello starnutire o nel fare uno sbadiglio manco te ne accorgi.

Insomma sono le cose piccole a volte addirittura minuscole e impercettibili che ti fanno svoltare una giornata. Che fanno davvero la differenza.

In uno dei miei film preferiti, Amelie, c’era un vero e proprio tributo ai dettagli e ai piccoli piaceri della vita… personalmente posso elencarne alcuni tutti miei

-far partire la sveglia mezz’ora prima per potersi riaddormentare nel letto (anche se ultimamente sto un po’ esagerando e alla fine mi alzo distrutta perchè il primo allarme parte alle 6.30…risultato:dormo un’ora meno)

-tornare a casa con un paio di scarpe nuove e rimetterle nella loro velina e nella loro scatola per la prima settimana. Dopodichè vengono declassate a scarpe seminuove poi a scarpe normali e infine a scarpe vecchie non appena te ne sei comprato un altro paio. Il loro trattamento varia in modo direttamente proporzionale al loro declassamento temporale

-fare la scarpetta con la schiacciata (a volte mangio un primo cercando di lasciare più sugo possibile nel piatto per poter fare una scarpetta lussuriosa alla fine… ma le mie manie mentre mangio meritano un post a parte)

-grattarsi le orecchie con il cotton-fioc. Lo so, lo so è pericolosissimo, fa male e bisogna stare attenti…. ma è una vera goduria!!!

-fare la lista delle cose da fare (o da mettere in valigia) e poi farci le x sopra una volta fatte (anche questo è al limite del maniacale e del profilo ossessivo/compulsivo, ma chi non ha le sue piccole manie??)

-completare le parole crociate

-colorare con la tua nipotina con i pennarelli nuovi. Ahhhh che goduria!!

-essere gentili senza un apparente motivo con gli sconosciuti e ricevere un sorriso in cambio

-annusare un libro appena comprato

-infilarsi sotto il piumone gelido e sentire che piano piano il calore arriva e ti rilassa i muscoli (se poi ci mettete la pioggia, il vento e pure un lupo che ulula allora si…)

-sentire lo scoppiettio dei popcorn fatti in casa e il profumo che ti rimarrà attaccato ai vestiti per giorni e giorni

-beccare l’inizio del secondo tempo senza neanche una pubblicità!

-pelare le patate con un superpelapatate (ovviamente lo dico perchè per adesso è un’attività piuttosto rara nella mia vita…dovessi fare il pelapatate non sarebbe più un piacere della vita)

-strappare le pagine lungo la linea tratteggiata

Mi fermo qui perchè potrei davvero continuare all’infinito… e rischio di essere impercettibilmente noiosa!

vi lascio con il link del brano di Amelie che preferisco:

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Ricalcolo…

9 ottobre 2010 at 11:29 (Varie) (, , )

L’altra sera camminavo e riflettevo che siamo prevedibili. E viviamo in un mondo prevedibile. Viviamo una vita prevedibile. Cerchiamo disperatamente di eliminare gli imprevisti, gli incidenti di percorso. Ovviamente è solo un tentativo perchè la vita ci sorprende sempre e riesce sempre a far succedere qualcosa che non ti aspetti (e meno male, dico io!).

E allora il cellulare che non prende proprio quando hai forato in mezzo alla foresta nera alle 5 del mattino! Il navigatore con la batteria scarica… Internet che non funziona quando cerchi l’orario del cinema…

In generale cmq la tecnologia ci sta viziando in maniera tale che non possiamo/vogliamo fare un finesettimana:

senza sapere che tempo farà

senza cercare il ristorante più buono

senza cercare il bed and breakfast con la piscina e il wi fi naturalmente

Che noia!!

Lungi da me sperare in un mondo senza progresso e tecnologia …sono cose necessarie, vitali e proprie all’essere umano e soprattutto servono per una qualità di vita migliore.

Ma come tutti gli strumenti utili bisogna vedere poi l’uso che se ne fa. Come una medicina che fa bene fino a quando non ne abusi, e allora diventa un veleno.

Mi sono sorpresa a ricordare i viaggi che facevo quando ero piccola (in realtà basta andare anche molto meno indietro nel tempo….) Quei viaggi senza aria condizionata … che il caldo ti costringeva a viaggiare in autostrada con i finestrini aperti facendoti arrivare a destinazione con una testa leonina fantastica. Quei viaggi con la cartina aperta che occupava una superficie di 20kmq con annesso tentato accecamento per l’ignaro autista del momento!!! Quei viaggi dove sistematicamente mio padre voleva prendere la scorciatoia e ci si perdeva per le campagne abbruzzesi e allora via a chiedere informazioni! Non si trovava mai qualcuno sotto i 75/80 anni!!

Ma poi quando arrivavi a destinazione cavolo! Che soddisfazione!!

Adesso invece abbiamo la pappa scodellata. E non alleniamo più neanche quel 10% del cervello…

Insomma prima i viaggi erano pieni di imprevisti, di sorprese. Sorprese belle e sorprese anche brutte.
Voglio dire bello non perdersi mai, non trovare fregature ma non veniamo più sorpresi da niente perche sappiamo gia tutto prima ancora di partire.

Sappiamo il meteo*, la temperatura, il grado di umidita, la percentuale di precipitazioni …un po’ come Furio di Carlo Verdone!!

(*quando ci azzeccano naturalmente! perchè quando scazzaniìo ci arrabbiamo ancora di più perchè, ascoltando il meteo come gli antichi greci ascoltavano l’oracolo di Delfi, abbiamo messo in valigia SOLO camicioline leggere e adesso stiamo crepando di freddo!!)

Concedetemi poi un anatema contro il navigatore, che odio profondamente (mentre ammetto mio malgrado di essere una schiava di meteo.it soprattutto d’estate!!). Riconosco la sua vitale importanza. Lo so che vi ha salvato in tante situazione facendovi risparmiare tanto tempo e tanti esaurimenti nervosi. Mi dispiace ma io non lo sopporto.

Possiamo scegliere la strada più breve la più panoramica la più economica la più dritta e la più simpatica ma mi chiedo … non ci stiamo perdendo un po di poesia?

E poi quel tono di voce di una gatta morta peggio del call center di trenitalia, è di un’ottusità disarmante. Incredibile.

E le poche volte che l’ho usato mi sono sempre persa! Questo probabilmente è successo perchè dato che io odio lui, lui odia me!

Da quella cazzo di mappina che puoi guardare per 0.5 sec alla volta come uno schizzato con spasmi muscolari alle pupille (sempre ovviamente se nn vuoi schiantarti e fare amicizia contro un albero) non ci si capisce mai nulla!

“girare alla seconda a destra”

e ti chiedi ma contera’ anche questo viottolino di 3cm oppure no?

Ovviamente se passi a dritto l’aveva contata, se giri dovevi andare a dritto.

“Ricalcolo”
Mmmmmmmmmmh!!!!!!!

Allora ti fermi in mezzo di strada come un demente perchè hai smesso di pensare alla strada che hai fatto fino ad ora, non hai la più pallida idea di dove ti trovi perchè hai seguito le istruzioni del tuo guru come un demente. Così, le macchine dietro (tutte con il navigatore con le mappe più aggiornate del tuo) ti suonano, ti abbagliano come se stessero tutti andando a salvare il mondo… (piccola parentesi…Ma dove cazzo corre la gente? Possibile che hanno SEMPRE TUTTI fretta!?! E soprattutto tutti hanno la presunzione di avere più fretta di te?!?)

Così ti trovi costretto a chiedere informazione al vecchino che passa di li con il cane (sempre ovviamente nato prima degli anni ’20) che ti spiega la strada sputacchiando qualcosa tu sorridi, ringrazi e riparti in compagnia del tuo caro navigatore che sta ancora ricalcolando il percorso con la clessidrina che gira sullo schermo!

Buon viaggio a tutti!

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Ritornerò…

17 settembre 2010 at 18:52 (Varie)

Lo so.

Lo so che me lo avevate detto.

Che così non si fa.

Che per avere un blog che funziona bisogna scriverci sopra il pù possibile.

Che così vi siete stufati, dimenticati, disaffezionati…

Che così è stato tutto inutile.

Ma ritornerò.

Promesso.

Ritornerò.    🙂

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Se mi dici quante canne ti fai per tradurre i titoli, mi fai un piacere!

10 luglio 2010 at 13:04 (Varie)

Mi sono sempre chiesta, fin da quando ero piccola, chi traducesse i titoli dei film stranieri nella nostra amata lingua.

Non capisco la necessità di tradurre titoli a volte semplicissimi con frasi ridondanti e difficilissime da ricordare…

Oltre tutto altra cosa insopportabile che debbano sempre inserire la parola amore o cuore o cose che nn c’entrano nulla o che comunque fanno schifo!

E’ vero che fare i titoli è la cosa più difficile…ma qui ci sarebbe solo da tradurre bene!!!

I più lampanti che mi vengono in mente sono:

Se mi lasci ti cancello (Eternal Sunshine of the Spotless Mind)

Se scappi ti sposo (Runaway bride)

Prima ti sposo e poi ti rovino (Intolerable Cruelty)

Ti odio, ti lascio, ti… (The break up)

L’amore non va in vacanza (The holiday)

Ora, dico io, ma possibile??? Con tutte le persone che ci sono nelle case di produzioni cinematografiche possibile che non pensino alla traduzione nelle varie lingue????? Ma l’ufficio comunicazione??? Cosa fa?? Pettina le bambole???

Insomma dico io…se mi lasci ti cancello, se scappi ti sposo. Ma se invece di farvi le canne lasciaste semplicemente il titolo in lingua originale?? O al massimo faceste una traduzione corretta?

Voglio dire…break up per esempio in inglese vuol dire lasciarsi. Perchè “ti odio, ti lascio, ti…” Ti cosa??? ma cosa sono quei puntini di sospensione??? Queste frasi a metà del cappero! Scusate ma son proprio assurde!

Altre due perle giusto per gradire…

“Il nascondiglio del diavolo” sarebbe “The Cave”
“Nickname:enigmista” sarebbe “Cry Wolf”

bha!

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LA DIVISA

10 giugno 2010 at 14:13 (Varie)

La divisa non è solo la divisa dei carabinieri. Per le donne è quella serie di indumenti che combinati tra loro lefanno sentire a proprio agio. Solitamente ci sono le divise estive e le divise invernali.

Sono la salvezza in quelle sere che ti senti una specie di cesso stratosferico e non ti piaceresti neanche con il più fantasmagorico vestito di Christian Dior!

Sono quegli accostamenti che ti fanno stare bene sempre e che con la scarpa giusta puoi mettere sia di giorno che di sera.

Altra caratteristica fondamentale della divisa è il fatto che viene indossata ripetutamente (almeno una volta a settimana).

Quando le amiche la vedono per il 3° venerdì di fila si passa dallo stato di “bel completino” a “ma che bella divisa che ti sei scelta quest’anno!!”.

Di solito le divise durano una stagione…e i motivi possono essere svariati: 1) la divisa non è detto che sia di buona qualità. A volte si trasformano in divise delle magliettine prese al mercato e che quindi hanno la durata di un fazzoletto kleenex in lavatrice. Quindi portandolo tutti i finesettimana dopo al massimo un paio di mesi è da buttare via. E se cambi anzhe un solo elemento alla divisa, non è più la stessa divisa. E non vale.

2) Il secondo motivo è che l’anno successivo, per non si sa quale motivo una gonna che l’anno precedente ti stava da dio, l’anno dopo ti fai schifo. Non si sa perché. In entrambi i casi la conclusione è sempre la stessa: devi trovarti una nuova divisa. A volte non ce ne accorgiamo perché è un processo interiore e inconscio. Ma se un’amica ti guarda e ti dice: “certo che ti garba parecchio questa mise” E’ ufficiale. Hai di nuovo la tua divisa. Quindi non puoi fare che aspettare che arrivi!

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Dissonanze

6 giugno 2010 at 09:33 (Varie)

Ieri sono stata al saggio di danza di mia nipote. Era un saggio di fine anno in una comunità religiosa. Nonostante la mia famiglia non sia affatto religiosa.

La presentatrice ci ha introdotto lo spettacolo dicendo che ogni balletto era ispirato a un elemento naturale: acqua, terra, aria e fuoco…perchè dobbiamo avere rispetto del nostro pianeta dato che ci è stato dato in eredità dai nostri padri e noi lo dovremo lasciare ai nostri figli…ecc ecc.. non siamo stati dei buoni custodi e la terra e i suoi elementi si stanno ribellando per questo.

Bè un po’ pesante…penso…però è bene sensibilizzare i bambini fin da quando sono piccoli.

Poi però prima di ogni mini balletto rientrava sul palco per ricordarci qualche disgrazia naturale…

Cathrina…il terremoto di Haiti… lo tsunami…il terremoto dell’Aquila…

Con tanto di conta di morti feriti e dispersi…

Ma io mi domando e dico…con tutti i modi che ci sono di parlare di rispetto per l’ambiente, di natura ma il saggio di fine anno di bambine di 5 anni ti sembra il luogo adatto per ricordare morte distruzione???????????????????

Infine è salito un tipo sul palco ricordando la grande responsabilità formativa che ha la Chiesa nei confronti dei giovani e, considerando questo mondo sempre più selvaggio e pieno di insidie, daranno ai corsi dell’anno prossimo un carattere ancora più spirituale.

Qualcosa mi dice che mia nipote l’anno prossimo non andrà nello stesso posto…

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Questione di zzz

2 giugno 2010 at 14:41 (Varie)

Ho combattuto tutta la notte con una zanzara. Non con venti zanzare. Solo con una. E’ stata una battaglia lunga, dura e difficile. Ma alla fine ce l’ho fatta.

Avete presente come succede no? mica succederà solo a me..

Appena spegni la luce la senti arrivare da lontano. Come una portaerei. Si avvicina, si avvicina. Sempre di più. E la scacci via con la mano con la vana speranza di poterla uccidere così, con un gesto a caso nel buio. Giusto a culo.

Ovviamente con il cavolo che la uccidi.

Così accendi la luce con gli occhi aperti per 2 mm e la cerchi con occhi da serial killer. Niente. Il vuoto. Sembra che si sia smaterializzata. Vabè pensi. Ora basta, ora dormo. Spengi la luce, ti rimetti sotto le coperte e prendi il lenzuolo e lo metti sopra l’orecchio, nel caso tornasse. E infatti torna. Ma il lenzuolo non ti fa niente e la zanzara si infila sistematicamente nel tuo orecchio.

Ora io mi chiedo: brutta zanzara di merda. Ma perchè mi devi venire dentro il padiglione auricolare???? Non mi puoi succhiare un po’ di sangue del cazzo dal braccio, dalla mano, dal collo come fanno i veri succhiasangue senza spaccarmi la minchia e svegliarmi a tutti i costi?????

Ma non puoi andare da un cane, un gatto randagio dal mio vicino che russa?????? Proprio da me?????

Riaccendi la luce questa volta furibonda e dici: e ora aspetto. Perchè tornerà la bastarda. Ha fame e non ha ancora mangiato. Deve dare la cena ai suoi piccoli zanzarini e quindi non desisterà così facilmente. E infatti eccola là. Sul muro. Prendo la ciabatta e ZAC!

Morta. Fatta fuori.

Ahhhh che grandissima soddisfazione. Mi dispiace per gli zanzarini ma come mi sono addormentata felice e vittoriosa ieri sera!!

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20 maggio 2010 at 21:10 (Varie)

Mi meraviglio tutte le volte di come la vita possa cambiare in un attimo.

Sia nel bene che nel male.

La lista delle tue priorità si capovolge.

Quello che prima ti sembrava una stupidaggine, di colpo è la cosa più importante e quello che era importante diventa una stupidaggine.

Tutto il sottintesto diventa improvvisamente l’unica ragione di vita. E ti chiedi di come hai fatto a considerarlo sottinteso fino a pochi istanti prima.

Basta niente a volte per farti cambiare prospettiva, punto di vista.

Forse è questo che rende la vita così inafferrabile…

Senti come son filosofica stasera… buonanotte a tutti.

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